ISPS Code: Riflessioni

I porti, spesso situati in prossimità di città, assumono un ruolo essenziale del sistema logistico di trasporto,in quanto consentono il collegamento fra le rotte marittime e terrestri del commercio e del traffico passeggeri.

L'impatto delle minacce ordinarie o straordinarie per la sicurezza portuale è particolarmente rilevante ed appare in tutta la sua evidenza in considerazione che:

  • il 90% dei commerci esterni alla CE avviene via mare;
  • il 40% dei commerci interni alla UE avviene via mare.

S'impone pertanto l'esigenza di salvaguardare le vie di Rifornimento e Commercio al fine di far crescere negli utenti (utilizzatori della struttura Portuale) quella fiducia e quella Sicurezza necessarie a prediligere un porto invece di un altro.

Un fattore importante per la crescita dell'economia è legato pertanto all’incremento dei volumi di merci e dei passeggeri, trasportati via mare e ciò può avvenire attraverso una consolidata osmosi nel binomio "Sicurezza e trasporto" sfruttando al meglio il contesto organizzativo, normativo e tecnologico.

Contesto organizzativo

Per organizzare un sistema di sicurezza efficace, necessita tener conto di vari aspetti e di un'analisi di rischio del terminal al cui interno si deve intervenire, prevedendo:
1. l'individuazione di minacce e vulnerabilità;
2. l'analisi dei controlli già in essere;
3. la valutazione delle probabilità degli eventi dannosi;
4. la valutazione dell’impianto come stima delle potenziali perdite;
5. la determinazione del livello di rischio;
6. la realizzazione operativa di contromisure opportune ad effettuare sia il monitoraggio che le operazioni correttive per abbattere il livello di rischio.

Un programma specializzato, quindi, per l'analisi dei rischi e la pianificazione delle misure di sicurezza, suddiviso in quattro fasi:

  • Pianificazione
  • Realizzazione
  • Controllo
  • Correzione

Il predetto ciclo è molto utile per il miglioramento della qualità, attraverso l'applicazione di un metodo ordinato ed efficace, nella gestione dei contesti portuali.

Situazione normativa

L'impianto normativo sulla sicurezza portuale considera molti aspetti: 

1. L'elevato traffico dei beni, mezzi ed individui coinvolti nella filiera marittima; basti pensare all'elevato traffico dei "Container" che giornalmente vengono lavorati nei porti commerciali ed industriali o all'elevato numero dei marittimi e dei passeggeri che transitano (senza contare tutte le persone che transitano nei porti turistici nel periodo estivo).

2. le diverse modalità di trasporto Internazionale dei beni dalla produzione alla destinazione finale, con interoperabilità normativa articolata a seconda che sia su rotaia, gomma, via mare, via aerea o fluviale;

3. potenziali conflitti di competenza giurisdizionale dovuti alla presenza nell'area portuale di rappresentanti Istituzionali e non dediti alla sicurezza pubblica quali: Capitaneria di Porto, Guardia di Finanza, Dogana, Vigili del Fuoco, Polizia di Frontiera;

4. il numero elevato delle persone che operano nell'area Portuale, società di trasporto su gomme, compagnie navali, agenti marittimi, ecc…;

5. il coinvolgimento di attori pubblici e privati chiamati al sostenimento delle spese di un progetto portuale.

A livello Europeo la normativa di riferimento è il Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio n° 725/2004 del 31 marzo 2004 che si rifà a quella Internazionale, ovvero al capitolo XI-2 della convenzione SOLAS (International Convention for Safety of life at sea )e all'allegato al predetto capitolo dell'ISPS CODE (International Ship and Port Facility Security Code).

In Italia, la Sicurezza Portuale si basa sulle funzioni governative del CISM (Comitato Internazionale per la Sicurezza Marittima e dei Porti), che ha il compito di elaborare un programma nazionale di sicurezza marittima contro atti illeciti intenzionali rivolti al settore Marittimo e di stabilire il livello di sicurezza secondo quanto fissato dall'IMO (International Maritime Organization). Le principali figure di riferimento in Italia per la Security sono: il Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto che viene indicato come "Autorità Competente" e i Capi di Compartimento Marittimo che sono indicati come "Autorità Designata".

L'International Marittime Organization

Nel Dicembre del 2002, a poco più di un anno dell'attentato alle torri gemelle di New York, sotto pressione da parte degli Stati Uniti, viene emanato dall'IMO – l'ISPS Code a seguito dell'approvazione di 11 risoluzioni che modificano in modo importante la Convenzione SOLAS del 1974 come emendata.

Le nuove disposizioni emanate per rafforzare la protezione del trasporto marittimo prevedono un insieme di misure di sicurezza articolate su tre livelli e sono sia attivi che passivi, si possono classificare in Livello 1 (normale), Livello 2 (rafforzato) e livello 3 (elevato), la cui attuazione concreta è correlata ad una attenta analisi dei rischi.

In particolare, il nuovo ordinamento rende obbligatoria l'individuazione di soggetti responsabili, per la giusta applicazione delle misure di sicurezza, sia in seno alle compagnie di navigazione, sia per le navi che per gli impianti Portuali, creando quindi le seguenti nuove professionalità:

1. L'Agente di Sicurezza della Compagnia (CSO - Company Security Officer);

2. L'Ufficiale di Security della nave (SSO - Ship Security Officer );

3. L'Agente di Sicurezza delle strutture portuali (PFSO - Port Facility Security Officer).

E' prescritto per la Compagnia di Navigazione e per il terminalista la definizione di un Piano di Security (redatto a seguito della predisposizione di un piano di valutazione rischi (Ship Security ASSESSMENT e Porf Facility Security ASSESSMENT) redatti rispettivamente dalla compagnia di Navigazione e dal terminalista per le port facility). Detto piano deve tener conto di un'attenta snalisi dei rischi sia della nave che del limpianto Portuale.

La direttiva europea

La direttiva U.E 2005/65, unitamente al D.Lgs 203/2007, ha contribuito ad ampliare i concetti di security portuale, emanando una serie di prescrizioni che coinvolgono l'intero sistema di approdo delle navi, la movimentazione di persone e merci provenienti dal mare e non solo; difatti prevede un controllo più accurato e selettivo anche per l'acceso al terminal stesso.

Tale procedura presuppone l'applicazione di strumenti di valutazione del rischio e di pianificazione dei piani di sicurezza in un area molto estesa e complessa, caratterizzata da spazi comuni, aree di transito e viabilità, depositi, parcheggi, sosta di container sia vuoti che pieni, tutti connessi al trasporto marittimo, anche se distanti dall’interfaccia nave/porto.

Sulla base di detta normativa internazionale, integrata dalle linee guida nazionali, il settore marittimo portuale è stato così coinvolto in un vasto piano di adeguamento del proprio sistema di security.

La Security Portuale: Port Facility Security Assessment (PFSA)

L'autorità Portuale (ove costituita, altrimenti l'Autorità Marittima) ha la responsabilità di effettuare la valutazione del rischio degli impianti portuali e delle parti comuni.

Al fine di ottimizzare al meglio quando indicato dalle normative, le Autorità designate possono avvalersi della consulenza di società specializzate nel settore della security portuale, per l'elaborazione dell'attività di pianificazione e la gestione del sistema di sicurezza.

Sulla base delle linee guida emanate dal CISM, la valutazione del rischio avviene secondo il seguente schema:

Valutazione scenari ed individuazioni dei possibili obiettivi:

vanno debitamente considerati scenari di rischio connessi ad attentati terroristici, attività di taccheggio, traffico di esseri umani;

Individuazione dei punti di debolezza e valutazione del rischio:

vengono ipotizzati eventi anche molto improbabili, ma con alto potenziale di impatto in termine di perdite di vite umane e di danno all’impianto portuale;

Indicazione delle misure di mitigazione:

il PFSA deve contenere un'indicazione circa le possibili misure di mitigazione, sia di tipo organizzativo che infrastrutturale, nella prospettiva di ridurre la probalità e l'incidenza dell'evento.

La Security portuale: Port Facility Security Plan (PFSP)

Il Port Facility Security Officer (PFSO), ha la responsabilità di realizzare, sulla base delle indicazioni contenute nel PFSA e secondo le indicazioni della normativa di riferimento, il Piano di Security dell'impianto Portuale (PFSP).

In questo documento sono contenute tutte le indicazioni relative alle misure organizzative, tecniche ed infrastrutturali che la società terminalista deve porre in essere a difesa della port facility e all’interfaccia nave/porto, con riguardo a ciascuno dei tre livelli di Security previsti dalle normative.

L'ISPS Code, individua i principali contenuti del Piano di Sicurity dell’impianto stesso:

Accesso alla Port Facility:
è previsto il rigoroso controllo degli accessi alle aree portuali, per garantire sia la security che la Safety degli utenti in questa particolare infrastruttura.

Zone ad accesso ristretto:
con questa espressione si fa riferimento ad aree particolarmente sensibili del sito (deposito di carbo lubrificanti in genere, centrali elettriche, telefoniche e radio, sale di controllo e quant'altro previsto dai vari piani in relazione agli impianti stessi), essendo essi ritenuti obbiettivi di cruciale rilevanza che meritano una specifica protezione in caso di attacco esterno.

Movimentazione del carico:
il controllo del carico, sia in entrata nel territorio che in uscita, rappresenta un momento delicato e cruciale delle attività commerciali di un Terminal, quindi lo stesso va disciplinato, attraverso il PFSP , secondo puntuali protocolli di sicurezza, al fine di garantire massima sicurezza sia al committente che agli operatori portuali presenti nel sedimento portuale.

Consegne delle provviste di bordo:
l'ingresso delle provviste a bordo nave, deve avvenire solo a seguito di accurati controlli sull'identità del conducente, sulla ragione e sulla tipologia di merce da consegnare.

Movimentazione del bagaglio non accompagnato:
in presenza di navi da crociera, la gestione dei bagagli, in particolare quello gestito in assenza del proprietario, riveste perticolare criticità; il Programma Nazionale di Sicurezza Marittima contro atti illeciti intenzionali, in merito prevede delle procedure minime da tenere in considerazione, sia per la parte organizzativa di formazione, che per la scelta della strumentazione necessaria per il controllo del bagaglio.

Sorveglianza e pattugliamento:
nell'ambito della sorveglianza della port facility, l'aiuto tecnologico e la componente umana altamente specializzata nel settore, sono indispensabile per il controllo del sistema portuale inteso sia come banchine che come depositi, di norma va utilizzato personale formato al fine di garantire un pattugliamento, spesso affiancati da videosorveglianza più o meno sofisticati. La scelta della soluzione dipende in massima parte dal livello di rischio,accuratamente individuato in fase di risk assessment e dalla infrastruttura portuale.

Comunicazione di security:
deve essere garantitala la possibilità di effettuare comunicazioni relative agli aspetti di security (sia attraverso sistemi radio che telefonici e/o mediante la rete internet) all'interno della nave e all'esterno, in ogni momento, soprattutto in situazioni di emergenza.

Formazione, informazione e familiarizzazione:

l'ISPS Code e il Programma Nazionale di Sicurezza Marittima contro atti illeciti intenzionali prevedono percorsi formativi definiti per tutti coloro che esercitano a vario titolo compiti di security.

La formazione è destinata ai PFSO e ai loro deputy. L'informazione al personale con diretti compiti di security ha per oggetto i contenuti del PFSP, mentre per tutto il restante personale della Port facility è previsto un livello minimo di familiarizzazione con i protocolli di sicurezza, per tutti sono previste delle esercitazioni e rinnovi di certificazione.

Sistema integrato di sicurezza portuale

PER ATTUARE UN EFFICACE SISTEMA DI SICUREZZA A 360° E' FONDAMENTLE DEFINIRE UN PROGETTO CHE SIA FRUTTO D'ACCURATI SOPRALLUOGHI E ATTENTI CALCOLI CHE TENGANO CONTO DELLE VIGENTI DISPOSIZIONI DI LEGGE.

Security control room:

deve essere costituita da una sala di controllo dalla quale è possibile tenere costantemente sotto controllo le aree portuali, i perimetri e gli accessi, i sistemi di archiviazione ed elaborazione delle immagini e degli allarmi che provengono dal campo. Ciò consentirebbe la gestione del passaggio da un livello di sicurezza a quello superiore e viceversa, oltre a garantire una efficace interazione con le autorità competenti del settore;

Integrazione dei sistemi di Sicurezza:

mediante una piattaforma software scalabile è possibile integrare i sistemi di sicurezza portuale; grazie, infatti, ad un'unica interfaccia, facilmente gestibile dall'operatore; 

Controlli accessi della persone e Monitoraggio banchine ed aree interne:

avviene tramite l'impiego di persone qualificate ed idoneamente preparate, atti alla verifica sia dei documenti che alla relativa registrazione, per i sedimenti commerciali saranno in grado anche di effettuare la pesa nel rispetto della normativa, con un sistema di telecamere verranno monitorate tutte le aree più significative;

Controllo perimetrale:
è costituito da un sistema di telecamere e di vigilanza dinamica ove richiesto;

Aree ad alta sicurezza per crociere:
controllo dei viaggiatori e dei bagagli, con l'utilizzo da un insieme di apparati necessari per il controllo delle persone e dei bagagli che dovranno imbarcarsi, quali Metal detector e utilizzo degli scanner a raggi X per i bagagli;

Regolamentazione traffico e parcheggi interni:

utilizzo di personale, idoneamente istruito al fine di ottimizzare meglio lo spazio disponibile;

Controllo aree di stoccaggio merci pericolose:
viene effettuato con l’impiego di personale qualificato in grado di regolamentare l’accesso solo alle persone autorizzate ad entrare in dette aree sensibili;

Controllo accessi auto e mezzi destinati all’imbarco;
Scanner per container: utilizzo degli scanner ove esistenti ed eventuale progettazione ed utilizzo di altri scanner, sempre utilizzando personale qualificato;

Rete di comunicazione radio:
tutto il personale dipendente sarà munito di ricetrasmittente e di telefonini ed avranno a loro disposizione tutte le utenze da contattare in caso di necessità;

Protezione aree tecniche e sensibili;
Ove richiesto sarà impiegato personale qualificato con turni di vigilanza h 24.

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