Considerazioni Legali sulle Guardie Particolari Giurate

La disciplina delle guardie particolari giurate è contenuta nel TULPS emanato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773In base all'art. 250 del testo unico, dopo aver ottenuto il decreto di nomina, la GPG presta giuramento innanzi al prefetto o a un funzionario da questi delegato.Alle GPG non compete alcun di tipo di tutela sulle le persone, la cui tutela dell'incolumità è onere e prerogativa esclusivamente dell'Autorità di pubblica sicurezza (art. 1 del TULPS).

Le guardie giurate fanno riferimento quasi sempre a un Istituto di vigilanza privata; più di rado a enti o privati, e purché diretti proprietari dei beni da tutelare.

Secondo l'art. del 133 TULPS: Gli enti pubblici, gli altri enti collettivi e i privati possono destinare guardie particolari alla vigilanza o custodia delle loro proprietà mobiliari o immobiliari. Possono anche, con l'autorizzazione del prefetto, associarsi per la nomina di tali guardie da destinare alla vigilanza o custodia in comune delle proprietà stesse.


La guardia particolare giurata che lavora alle dipendenze di un istituto di vigilanza privata è ora inquadrata giuridicamente come "incaricato di pubblico servizio" (ai sensi del decreto legge 8 aprile 2008 n. 59, che ha modificato l'art. 138 del TULPS), benché alcune sentenze della Corte di cassazione ne abbiano evidenziato anche la qualità di "agente di Polizia Giudiziaria". Si cita la seguente sentenza in relazione a quanto precedentemente esposto:

"Le guardie particolari di cui all’art. 133 r.d. 18 giugno 1931 n. 773 (TULPS) nello svolgimento dei compiti cui sono abilitate a tutela delle proprietà private, esercitano funzioni di polizia giudiziaria nella prevenzione e repressione dei reati aventi per oggetto beni mobili e immobili soggetti alla loro vigilanza (la Cassazione ha altresì evidenziato come le suddette guardie abbiano, tra l’altro, facoltà di stendere verbali riguardo al servizio cui sono destinate, ai sensi dell’art. 255 del regio decreto 6 maggio 1940 n. 635 ("Regolamento per l'esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza"), nonché l’obbligo di cooperare con l’autorità di polizia, giusto il disposto dell’art. 139 del surricordato R.D. 773/1931.
Vedasi anche Cass., sez. I, 19.11.1993 D’Acquisto Mass. Cass. Pen., 1994, fasc. 3,83 (m) c.p.p., 57 R.D. 18.06.1931 773/1931, 139 R.D. 06.05.1940 635/1940, 255

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